Ammettiamolo: dire che un anime è meglio doppiato in italiano che in giapponese è un po’ come presentarsi a un raduno di fan con la maglietta del nemico giurato. Eppure esistono alcune serie in cui il doppiaggio italiano degli anime non solo regge il confronto con l’originale, ma lo supera. Sacrilego? Forse. Vero? Assolutamente sì. E no, non stiamo parlando di casi isolati o di nostalgia mal riposta.
Certo, la storia del doppiaggio italiano è costellata di scelte discutibili: voci stonate, adattamenti imbarazzanti, personaggi resi quasi irriconoscibili da un casting approssimativo. Ma ogni regola ha le sue eccezioni, e queste tre serie lo dimostrano in modo difficilmente contestabile. Se sei cresciuto a pane e anime negli anni ’90 e 2000, almeno una di queste ti entrerà dritta nel cuore.
Dragon Ball in italiano: l’anime che ci ha cresciuti
Dragon Ball è, senza mezzi termini, l’anime che ha aperto le porte all’animazione giapponese per intere generazioni di italiani. Le voci di Goku, Vegeta e Piccolo sono impresse nella memoria collettiva di chiunque abbia trascorso i pomeriggi davanti alla TV in quegli anni. E questo conta, eccome.
Va detto con onestà: Dragon Ball non brilla per la profondità dei dialoghi o la complessità narrativa. La serie vive di azione, combattimenti epici e senso di avventura pura. In questo contesto, il doppiaggio italiano di Dragon Ball funziona alla perfezione: non c’è nulla che stoni, nulla che faccia stringere i denti. Sentirlo in italiano è come tornare a casa. Una menzione onorevole più che meritatissima.
Code Geass doppiato in italiano: dialoghi complessi, versione all’altezza
Code Geass: Lelouch of the Rebellion è un’altra storia. Si tratta di uno degli anime più densi e ricchi di dialoghi dell’intera storia del medium: strategie militari, intrighi politici, monologhi filosofici. Seguirlo in giapponese con i sottotitoli richiede una concentrazione quasi atletica, e il rischio di perdersi qualcosa è concreto.
Ed è proprio qui che il doppiaggio italiano di Code Geass diventa un valore aggiunto reale. Ascoltare i dialoghi invece di leggerli rende l’esperienza molto più fluida e coinvolgente, permettendo allo spettatore di godersi anche la componente visiva senza dividere costantemente l’attenzione tra schermo e sottotitoli. Il cast di voci scelto per questa serie è solido, privo di punti deboli evidenti, e si inserisce in quella tradizione di anime degli anni 2000 che storicamente si adattano molto bene al doppiaggio italiano. Secondo posto più che meritato.
Death Note in italiano è meglio che in giapponese: il caso che non ti aspetti
E poi c’è lui. Death Note. Il thriller psicologico per eccellenza dell’animazione giapponese, con dialoghi serratissimi, una tensione narrativa costante e due protagonisti — Light Yagami e L — che si sfidano a colpi di intelligenza in scene che sembrano partite a scacchi giocate alla velocità della luce. Ebbene, il doppiaggio italiano di Death Note riesce a catturare alla perfezione tutta questa intensità.
Non si tratta solo di “tenere il passo” con l’originale: molti appassionati che hanno visto Death Note prima in giapponese e poi in italiano hanno scelto di fare tutti i rewatch successivi nella versione doppiata. Non per pigrizia, ma perché la versione italiana aggiunge qualcosa in termini di godibilità e immersività che è difficile spiegare a parole, ma facilissimo percepire. C’è anche un aspetto pratico da non sottovalutare: Death Note è l’anime perfetto da consigliare a chi si avvicina per la prima volta al genere e storce il naso davanti ai sottotitoli. Ha un ritmo da serie TV occidentale, nessun cliché dell’animazione giapponese, e nella versione italiana è accessibile a chiunque. Il rischio? Ritrovarsi a divorare altri anime alle tre di notte. Ma quello è un problema di chi guarda.
- Dragon Ball — il classico intramontabile che suona come casa
- Code Geass — dialoghi complessi resi finalmente fruibili e piacevoli
- Death Note — semplicemente il doppiaggio italiano migliore della storia degli anime
La morale è semplice: il pregiudizio contro il doppiaggio italiano degli anime è spesso giustificato, ma non universale. Esistono casi in cui il lavoro dei doppiatori italiani è stato così buono da trasformare la visione in un’esperienza completamente diversa e, a tratti, superiore. E tu? C’è un anime che ami particolarmente in italiano, o uno che non riesci proprio a sopportare nella versione doppiata?
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